Ogni anno, intorno a maggio, arriva il decreto che sposta il Tax Day. Quest'anno il D.L. 22 maggio 2026, n. 89 ha portato la scadenza ordinaria dal 30 giugno al 20 luglio 2026 — senza alcuna maggiorazione — per tutti i contribuenti soggetti agli ISA e per chi applica il regime forfettario o di vantaggio.
Fin qui, niente di sorprendente. La novità è nell'altra direzione: chi sceglie di usare la classica finestra dei 30 giorni successivi per pagare in agosto, quest'anno trova le regole cambiate.
Le due finestre e quanto costano
Il calendario operativo per il 2026 è semplice. Ci sono due momenti in cui puoi pagare, con costi molto diversi:
Entro il 20 luglio 2026
Saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 senza alcuna maggiorazione. La finestra vale anche per IRES, IRAP, imposte sostitutive e contributi previdenziali dei soggetti ISA e forfettari.
Tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026
Si può ancora pagare, ma con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Gli anni scorsi era lo 0,40%: quest'anno è stata raddoppiata.
Quanto costa davvero aspettare agosto
Lo 0,80% sembra poco, ma va applicato sull'intero importo dovuto. Per chi ha versamenti importanti, i numeri diventano significativi in fretta.
| Importo da versare | Costo agosto (0,80%) | Costo anni scorsi (0,40%) |
|---|---|---|
| € 5.000 | € 40 | € 20 |
| € 15.000 | € 120 | € 60 |
| € 30.000 | € 240 | € 120 |
| € 80.000 | € 640 | € 320 |
Non è una cifra proibitiva, ma è un costo evitabile — un costo che si materializza solo perché nessuno ha ricordato la scadenza al momento giusto.
Chi rientra nella proroga
La proroga si applica a una platea ampia, ma non universale. Rientrano:
- ✓Tutti i soggetti che esercitano attività d'impresa, arte o professione per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).
- ✓Chi presenta una causa di esclusione dagli ISA per il 2025 (es. inizio attività, ricavi oltre soglia, regime di liquidazione).
- ✓Chi applica il regime forfettario o di vantaggio.
- ✓I soci di società trasparenti (a prescindere dall'attività svolta personalmente).
La proroga copre saldo IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive e contributi previdenziali. Non riguarda i soggetti con esercizio fiscale non coincidente con l'anno solare o le grandi imprese non soggette a ISA.
Il riferimento normativo
La proroga è disposta dal D.L. 22 maggio 2026, n. 89 (cosiddetto "Decreto Accise quater"), pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La norma di riferimento sull'aumento della maggiorazione si innesta sull'art. 17, comma 2, del D.P.R. 435/2001, che disciplina i versamenti in proroga con interessi corrispettivi.
Il problema non è non sapere: è non ricordare al momento giusto
La realtà di chi lavora con partita IVA è che queste scadenze si conoscono — o si dovrebbero conoscere. Il punto debole non è l'ignoranza, è il momento: a fine giugno si è in chiusura di trimestre, ci sono i clienti, le fatture da emettere, magari un po' di ferie all'orizzonte. La scadenza fiscale finisce per slittare nella lista mentale delle cose da fare.
Il commercialista lo sa bene. Manda email, messaggi, ricordatori. Spesso non bastano — non perché il cliente non voglia, ma perché arrivano nel canale sbagliato o nel momento sbagliato.
Notifiche di piattaforma che arrivano dove si lavora
In Pazienza, il commercialista può inviare avvisi direttamente dalla piattaforma — e i professionisti li ricevono come notifiche nell'interfaccia che usano ogni giorno per le fatture. Non un'altra email da aprire, non un messaggio su un canale separato: l'avviso arriva nel contesto di lavoro, quando la persona sta già guardando il proprio gestionale.
Messaggistica contestuale tra commercialista e cliente
Il canale di messaggistica integrato permette al commercialista di raggiungere tutti i propri clienti su Pazienza con un messaggio mirato — "entro il 20 luglio, senza maggiorazione; se aspetti agosto, costi raddoppiati" — e di tenere traccia di chi ha letto e risposto. Nessun thread email disperso, nessun WhatsApp ignorato: la comunicazione vive nello stesso posto in cui vivono le fatture.
Una nota di trasparenza
Pazienza non genera automaticamente un avviso per ogni scadenza fiscale di legge — non è (ancora) un calendario tributario automatizzato. Quello che fa è dare al commercialista uno strumento efficace per comunicare queste informazioni ai propri clienti, nel posto e nel momento giusto. La differenza tra "ho mandato l'email" e "l'avviso è visibile nella piattaforma che aprono ogni giorno" non è banale.
Il punto
Il Tax Day al 20 luglio è una buona notizia per chi era in difficoltà con la liquidità di fine giugno. Ma la finestra di agosto, con la maggiorazione raddoppiata, è un cambiamento che merita attenzione — soprattutto per chi ha importi rilevanti e l'abitudine consolidata di rimandare.
Il consiglio, come sempre, è banale: pagare entro il 20 luglio se la liquidità lo consente. Se non lo consente, almeno sapere esattamente quanto costerà aspettare — e prendere la decisione in modo consapevole, non per dimenticanza.
Pazienza
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